Bozza della Legge di Bilancio 2023: le principali novità in materia di lavoro

Novità in materia di lavoro contenute nel disegno di Legge di Bilancio per l’anno 2023

Ecco alcune novità in materia del lavoro contenute nel disegno di Legge di Bilancio per l’anno 2023, ricavate da una prima lettura della bozza presentata dal Governo il 24 novembre 2022.

Agevolazioni in caso di assunzione

Vengono riproposte per l’anno 2023 le agevolazioni in caso di assunzioni di lavoratori under 36 e donne svantaggiate.

Si tratta di una decontribuzione del 100% dei contributi previdenziali fino al massimo di 6.000 euro della durata di:

  • 36 mesi, in caso di assunzione o trasformazione da tempo determinato a indeterminato di giovani con età sotto i 36 anni e alla loro prima esperienza con contratto a tempo indeterminato;
  • 12 mesi (se contratto è a termine) o 18 mesi (se contratto a tempo indeterminato), in caso di assunzione di donne c.d. svantaggiate, ovverosia lavoratrici che rispecchiano uno dei seguenti requisiti: a) almeno 50 anni di età e disoccupate da oltre 12 mesi; b) donne di qualsiasi età prive di impiego da 24 mesi; c) donne di qualsiasi età prive di impiego da almeno 6 mesi e residenti in un’area svantaggiata o con una professione o assunzione in un settore economico caratterizzato da alta disparità economica o di genere.

Altri soggetti beneficiari di agevolazioni nell’assunzione sono i percettori di reddito di cittadinanza: in questo caso il datore può fruire di decontribuzione fino a un massimo di 6.000 euro per 12 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato o trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a indeterminato.

Tagli ai contributi a carico dei dipendenti e detassazione dei premi di risultato

La bozza della Legge di Bilancio prevede un taglio del 2% dei contributi a carico dei dipendenti con reddito fino a 35.000 euro confermato anche per il 2023.

Ulteriore taglio di 1 punto percentuale per i redditi fino a 20.000 euro, quindi i lavoratori che percepiscono un reddito di lavoro dipendente fino a 20.000 euro avranno un taglio del 3% dei contributi a loro carico.

Per quanto riguarda, invece, le tasse, si interviene sulla detassazione del premio di risultato.

Viene prevista un’ulteriore detassazione del premio: qualora il premio sia previsto all’interno di un accordo aziendale o territoriale e qualora sia legato ad incrementi di produttività redditività qualità ed efficienza il premio di risultato sarà soggetto per l’anno 2023 ad una imposta sostitutiva del 5% sino ad un massimo di 3.000 euro.

Aumento dell’assegno unico e del congedo parentale

Un aumento indiretto della retribuzione arriva anche da due disposizioni che riguardano le famiglie.

E’ previsto per il 2023 un aumento dell’assegno unico che sarà maggiorato del 50% per il primo anno di vita del bambino e di un ulteriore 50% per le famiglie composte da 3 o più figli.

L’aumento durerà 3 anni.

La seconda disposizione riguarda il congedo parentale.

In particolare per il primo mese il congedo facoltativo sarà retribuito all’80%, mentre i restanti mesi resteranno al 30%.

Questo congedo è utilizzabile fino al compimento del sesto anno di età del bambino

Prestazioni occasionali

Novità anche per le prestazioni occasionali, previste dall’art. 54-bis del D.L. n. 50/2017.

Aumenterà a 10.000 euro annui il massimale di compenso per le prestazioni occasionali; inoltre sarà possibile l’utilizzo delle prestazioni occasionali anche nelle attività agricole di carattere stagionale per un periodo non superiore a 45 giorni nel corso dell’anno solare.

Si alza, infine, la soglia dei possibili utilizzatori di prestazioni occasionali che saranno coloro i quali hanno alle proprie dipendenze al massimo 10 lavoratori subordinati a tempo indeterminato e non più 5 come fino ad oggi.

Si allega, di seguito, il testo bollinato dalla Ragioneria dello Stato del disegno di legge di bilancio per l’anno 2023:

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