Bonus carburante: condizioni per l’anno 2023

Approfondimento relativo alla disciplina del bonus carburante 2023

Il bonus nel 2022

Il bonus benzina nel corso dell’anno 2022 è stato corrisposto attraverso libere iniziative datoriali ai lavoratori dipendenti, sulla base della non imponibilità totale degli emolumenti.

Il datore di lavoro privato poteva riconoscere o non riconoscere alla totalità dei dipendenti il buono benzina che, se erogato, poteva essere detratto dal reddito di impresa.

Con riferimento all’anno 2023 le condizioni relative alla libera scelta dell’imprenditore di erogare detto bonus sono rimaste pressochè le stesse:

  • concessione “ad personam” (indipendenza dalla tipologia contrattuale, dal livello o dall’anzianità aziendale);
  • non necessarietà di alcun accordo sindacale aziendale.

Cosa cambia nel 2023

Nel corso dell’esame per la conversione in legge del D.L. n. 5/2023 è stato inserito ed approvato alla Camera un emendamento secondo il quale viene stabilito che per il bonus carburante “l’esclusione dal concorso alla formazione del reddito del lavoratore, disposta dal primo periodo, non rileva ai fini contributivi”.

Quanto appena detto, una volta avvenuta l’approvazione della legge di conversione, sta a significare che:

  • Il bonus benzina appare come un qualcosa che si aggiunge come esenzione al regime vigente relativo ai c.d. “fringe benefit”, con la conseguenza che continuano a trovare applicazione le indicazioni amministrative fornite dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 27/2022. Il bonus carburante non va ad intaccare il limite dei 258,23 euro previsti dall’art. 51, comma 3, del TUIR, quale “tetto” generale di esenzione per l’erogazione di beni e servizi;
  • Sul valore di 200 euro del bonus benzina va pagata la contribuzione piena. Da ciò discende che per i datori di lavoro scatterà la usuale contribuzione che è intorno al 30%, mentre per i lavoratori destinatari del beneficio sarà necessario provvedere al versamento di una somma di poco superiore al 9%. Per costoro, comunque, l’impatto sarà inferiore, atteso che l’aumento dei contributi comporterà una minore imponibilità fiscale;
  • Il riferimento alla categoria dei lavoratori dipendenti (che comprendono, ovviamente, anche i dirigenti) fa sì che siano esclusi i soggetti che, pur percependo un reddito assimilato a quello dei dipendenti, tali non sono: mi riferisco, ad esempio ai collaboratori coordinati e continuativi ed  agli amministratori: dal bonus carburante sono esclusi anche i tirocinanti per i quali, è bene ricordarlo, non sussiste ex lege alcun rapporto di lavoro subordinato, i titolari di borse di studio o di lavoro ed i giovani che frequentano “stage” formativi.

La disposizione appena commentata potrebbe spingere il datore di lavoro (per il quale, comunque, un aggravio di costi sussiste, attesa la contribuzione che dovrà essere versata) a non avvalersi di tale facoltà.

Foto di Pixabay

Fonte: Generazione Vincente, articolo del 1 marzo 2023, “Bonus carburante da 200 euro per il 2023 con contribuzione Inps” di Eufranio Massi

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